Hai mai pensato che lo stesso salume possa raccontare qualcosa di diverso a seconda del periodo dell’anno? Un tagliere gustato in primavera, magari accompagnato da fave e formaggio, non è lo stesso che troviamo sulla tavola in una fredda serata d’inverno.
I salumi umbri, e in particolare quelli legati alla tradizione di Norcia e della Valnerina, permettono proprio questo: giocare con sapori, consistenze e abbinamenti seguendo il ritmo delle stagioni.
Prosciutto, capocollo, lonza, salame e salsicce secche sono solo alcuni dei protagonisti di una cultura gastronomica che ha reso la norcineria conosciuta ben oltre i confini regionali.
Ma quali scegliere? E soprattutto, come abbinare i salumi umbri durante l’anno?
Scopriamolo stagione dopo stagione.

Primavera: salumi, fave e formaggi
Con l’arrivo della primavera la tavola cambia colore e diventa interessante accostare i sapori decisi dei salumi a ingredienti freschi.
Un tagliere primaverile può partire da un buon prosciutto crudo affettato finemente, accompagnato da fave fresche e pecorino, uno degli abbinamenti più semplici e tradizionali del Centro Italia.
Anche lonza e capocollo possono trovare spazio, soprattutto se accompagnati da pane casereccio, verdure fresche o leggermente grigliate e formaggi non eccessivamente stagionati.
È probabilmente la stagione migliore per costruire un tagliere basato sui contrasti: la sapidità dei salumi incontra la freschezza degli ortaggi e la delicatezza dei formaggi giovani.

Estate: il tagliere diventa protagonista
Quando arriva il caldo, salumi e formaggi possono trasformarsi in un’alternativa alla classica cena.
Prosciutto crudo, melone, capocollo affettato sottile, salame, pane e qualche formaggio permettono di preparare velocemente un tagliere estivo da condividere.
Si possono aggiungere pomodori, verdure grigliate, fichi freschi o altra frutta di stagione. L’obiettivo non è necessariamente mettere tanti prodotti sulla tavola, ma creare piccoli contrasti.
È anche il periodo in cui molti visitatori scoprono Norcia durante una vacanza e decidono di portarne a casa i sapori. Per conoscere alcune delle specialità disponibili puoi dare uno sguardo alla selezione di salumi e insaccati della Norcineria Laudani.

Autunno: salumi umbri, funghi e sapori del bosco
Se c’è una stagione capace di esaltare la gastronomia dell’Appennino, è probabilmente l’autunno.
I sapori diventano più intensi e anche gli abbinamenti possono osare qualcosa in più. Capocollo, salame e altri insaccati possono essere accompagnati da pane caldo, funghi, formaggi stagionati e prodotti del sottobosco.
È il momento ideale anche per costruire un antipasto più importante, nel quale il salume non sia semplicemente un accompagnamento, ma uno degli elementi centrali.
E poi c’è il tartufo, altro grande protagonista della gastronomia umbra: utilizzato con equilibrio può creare un ponte interessante tra norcineria e profumi del territorio.

Inverno: dalla norcineria alla cucina
In inverno cambia ancora tutto.
Accanto ai salumi da consumare affettati entrano in scena prodotti capaci di diventare ingredienti della cucina: pensiamo alle salsicce, alla pancetta o al guanciale.
Lenticchie, legumi, patate, zuppe e preparazioni rustiche diventano compagni naturali dei sapori della norcineria.
È proprio nei mesi più freddi che si comprende meglio il legame storico tra conservazione della carne, territorio montano e alimentazione delle comunità appenniniche.
Il Prosciutto di Norcia: un nome che racconta un territorio
Tra le specialità più conosciute merita un approfondimento il Prosciutto di Norcia IGP.
Il disciplinare lega la sua elaborazione a un’area precisa dell’Umbria comprendente Norcia, Preci, Cascia, Monteleone di Spoleto e Poggiodomo, nei territori situati sopra i 500 metri di altitudine. Le caratteristiche climatiche dell’area hanno un ruolo nella tradizionale lavorazione e stagionatura del prodotto.
Per chi vuole approfondirne storia, caratteristiche e disciplinare, un riferimento utile è il Consorzio di Tutela del Prosciutto di Norcia IGP e il suo DISCIPLINARE.
Dall’Umbria alle Marche: e se lo confrontassimo con il Ciauscolo?
Basta attraversare idealmente l’Appennino per incontrare una tradizione differente ma altrettanto interessante: quella del Ciauscolo IGP marchigiano.
Qui cambia persino il modo di mangiare il salume.
Il Ciauscolo si distingue infatti per la sua consistenza morbida e spalmabile. La zona di produzione comprende territori delle province di Ancona, Macerata, Ascoli Piceno e Fermo.
Piuttosto che cercare quale sia “migliore”, è molto più interessante assaggiarli per cogliere le differenze.
Da una parte troviamo salumi umbri che possono esprimere consistenze più compatte e stagionate; dall’altra un prodotto che fa della morbidezza uno dei propri tratti distintivi.
Il Ciauscolo, ad esempio, invita quasi spontaneamente a essere spalmato su una fetta di pane o su una bruschetta. Per approfondire caratteristiche e storia puoi consultare la scheda dedicata al Ciauscolo IGP di Qualigeo.
Ed è proprio questo confronto a rendere interessante un viaggio gastronomico tra Umbria e Marche: pochi chilometri possono essere sufficienti per incontrare modi diversi di lavorare, conservare e soprattutto gustare il maiale.
Qual è allora il salume umbro da provare almeno una volta?
La risposta potrebbe essere: più di uno.
Il bello di un tagliere è proprio poter confrontare sapori e consistenze: iniziare da qualcosa di più delicato, passare a un salume maggiormente stagionato e scoprire poco alla volta quale incontra maggiormente il proprio gusto.
E soprattutto non esiste una sola stagione per farlo.
In primavera possiamo cercare freschezza, in estate convivialità, in autunno profumi più intensi e in inverno sapori robusti e ricette della tradizione.
La prossima volta che prepari un tagliere, quindi, prova a non chiederti soltanto “quali salumi metto?”, ma anche “in che stagione siamo?”.
Potresti scoprire che un prodotto che conosci da sempre ha ancora qualcosa di nuovo da raccontarti.

E se passi da Norcia, il viaggio può iniziare direttamente dal bancone di una norcineria: perché alcuni territori si visitano con gli occhi, altri si ricordano soprattutto attraverso i sapori.
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